«Vogliatemi bene e ridete pure, perché anch’io a momenti ci rido sopra»[1].
In ricordo di Pucci Saija Panzieri

 

Ho incontrato per la prima volta Pucci Saija Panzieri nel pomeriggio del 24 settembre del 2004, nella sua casa di via Sei Ville, a Torino. Da pochi mesi avevo cominciato a occuparmi di suo marito, Raniero Panzieri, per una tesi di dottorato sul rapporto tra intellettuali e Partito socialista. Avevo 26 anni e Pucci stava per compierne 87. In borsa avevo un registratore, e l’intenzione di farle un’intervista. L’incontro prese da subito una piega diversa. Non ho mai registrato le nostre chiacchierate e abbiamo parlato di Raniero, sì, ma anche di lei e – soprattutto – di me, delle mie idee, delle mie aspettative, delle mie preoccupazioni.

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I giovani secondo Fortini : tre scritti sulla possibilità di un incontro generazionale

«Non son colui, non son colui che credi
E altro è da veder che tu non vedi».1

 Quando Fortini espone il suo punto di vista in merito alle lacerazioni inferte dalla «mutazione» all’universo giovanile, è difficile non pensare a come l’eco delle sue parole possa tornare, tutt’oggi, a sostanziarsi in verbo e a ricomporsi in un discorso di scottante attualità.

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Per ricordare Renato Solmi

A due mesi dalla scomparsa di Renato Solmi il Centro studi Franco Fortini propone sue versioni da Morgenstern e un testo di Luca Baranelli. Ringraziamo i familiari di Solmi e “Lo Straniero” per le autorizzazioni alla pubblicazione.
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Réflexions sur Soumission

 

Un roman poétique et populaire

 

 Bouvard et Pécuchet lisaient Sand et Balzac, fort sérieusement d’après ce que nous conte Flaubert ; le personnage de Houellebecq, qu’on aurait tort de tout à fait confondre avec l’auteur, lit et apprécie profondément J. K. Huysmans, réputé beaucoup plus ennuyeux. Continua la lettura

Il lavoro dello slavista
Ripellino, Zveteriemich e Strada tra progetti culturali e politiche editoriali

Nel 1953, a Mosca moriva Stalin e cominciava il Disgelo, un periodo di distensione dei rapporti diplomatici internazionali e di rivisitazione delle politiche interne. Un importante processo di riabilitazione delle vittime della repressione staliniana portò alla pubblicazione in Unione Sovietica di opere fino a quel tempo bandite e alla discussione di autori perseguitati e censurati. Continua la lettura

Renato Solmi
l’elegante stile critico che si fa militanza

Il 25 marzo 2015 è scomparso Renati Solmi, amico e maestro. Per ricordarlo pubblichiamo l’articolo di Luca Lenzini pubblicato su “il manifesto” del 26.3.
Sul nostro sito il lettore può trovare una intervista del 2005: Intervista a Renato Solmi ~ L’ospite ingrato.
Segnaliamo inoltre sul sito “Poliscritture” un testo di Michele Ranchetti sul giovane Solmi.

 

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“L’indice dei libri del mese” – Febbraio 2015
Speciale Franco Fortini

“L’indice dei libri del mese” di febbraio 2015 ha dedicato a Fortini un inserto speciale. Questo il sommario:

Speciale Franco Fortini
Un intellettuale, un letterato, dunque un niente, di Luca Lenzini
Franco Fortini Tutte le poesie, di Davide Dalmas
I cani di Straub e lo smalto della borghesia. Intervista inedita a Franco Fortini, di Peter Kammerer
La poesia come pratica di minoranza, di Andrea Inglese
Proteggete le nostre verità, di Enrico Donaggio

«Come ci siamo allontanati».
Veramente di qui non mi sono mai mosso

Il vecchio ritornello l’abbiamo imparato: mala tempora currunt. E ci crediamo, come se avessero iniziato proprio ora a precipitarsi quei maledetti tempi, quasi che aspettassero noi per diventare ripugnanti: noi giovani, noi post-giovani, noi che quando eravamo giovani noi le cose non andavano così. Noi che la gioventù ce l’hanno scippata. E per fortuna che siamo quasi tutti degli storici, di riffa o di raffa, e che un telescopio sull’asse del tempo dovremmo pur saperlo indirizzare. Ma doveroso è anzitutto indignarsi: ogni giorno, nei messaggi inviati con lo smartphone e su facebook, a margine dei convegni, negli aperitivi e nelle cene con gli amici, durante i viaggi sui frecciarossa e anche in aeroporto in partenza per le vacanze – più o meno fuori stagione, più o meno esotiche. Certo sarebbe doveroso, quando è il caso, emettere qualche udibile gemito di dissenso, di critica assunzione di responsabilità: non troppo spesso, però, ché costa fatica e si rischia di rimetterci le già esili fonti di guadagno – o peggio, molto peggio, spicchi di carriera e capitale simbolico. E del resto dire di no proprio non si può: il mondo si è fatto le sue leggi e chi sono io per contraddirle (e magari pagarne il prezzo)? Ecco il volto garbato del conformismo, dell’indifferenza, dell’autoassoluzione.

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Sogno pastorale e drammi della Storia:
fra Mantova e Bor

Nella Prefazione all’edizione del 1967 a Foglio di via Fortini parla della “folla di sconosciuti fratelli maggiori” che negli anni della guerra avevano percorso strade e designato “figure” dell’uomo nella storia tragica in atto (p. 9). Tra questi, insieme a Joszef, Machado, Brecht, Hernandez, Auden, Vallejo, e’ citato Miklós Radnóti, poeta di recente proposto all’attenzione dei lettori italiani da Donzelli (Mi capirebbero le scimmie, 2009), ma finora poco conosciuto in Italia. Ringraziamo Alessandro Fo, a sua volta poeta (e traduttore elegantissimo), per il bello studio che proponiamo di seguito.

 

è il sonno della memoria
che genera il sonno della ragione.

Stefano Carrai, La traversata del Gobi

 

Nell’universo in equilibrio fra sogno e realtà campito da Virgilio nelle Bucoliche si fronteggiano, in giustapposizione e contrasto, utopia bucolica e dramma della storia1. Basti pensare alle due ecloghe ‘degli espropri’, la I e la IX Ed è proprio in esse che cogliamo la dimensione più profonda, intelligente ed efficace dell’operazione bucolica di Virgilio. Egli si è rivolto a vicende di cronaca, per lui drammatiche, ma, come tutti i drammi di una ‘microstoria’, destinate a venire presto dimenticate. E ne ha come ‘staccato’, distillandolo, il nucleo emozionale. Poi lo ha calato in altri ‘eventi’, nelle trame di questo nuovo mondo mentale: e così lo ha sottratto all’oblio e ne ha esaltato l’universalità.

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“Lontano lontano”
Omaggio a Franco Fortini a vent’anni dalla morte

giovedi 18 dicembre – h.20:00 | ex Asilo Filangieri | vico Giuseppe Maffei, 4 – Napoli 80138

“Lontano lontano”  -  Omaggio a Franco Fortini a vent’anni dalla morte

Introduzione
Giovanni La Guardia
Centro Studi “Fortini” Università degli Studi di Napoli “l’Orientale”

Reading
Enzo Salomone, voce
Gaetano Munno, basso el.
(musiche originali)

Scarica la locandina dell’evento in formato PDF  Leggi in PDF

Internazionalismo di Fortini: La statua di Stalin

Giovedì 4 e venerdì 5 dicembre alle Stanze della Memoria (Via Malavolti, Siena, dalle 17 alle 22) Cecilia Mangini, Michela Zegna e Lorenzo Pallini discuteranno di “All’armi siam fascisti” (1962) e “Processo a Stalin” (1963). Pubblichiamo qui il saggio di Donatello Santarone, L’internazionalismo di Fortini: La statua di Stalin, dal volume dello stesso Santarone, Le catene che danno le ali. Percorsi educativi tra didattica intercultura letteratura, Firenze, Le Lettere, 2013. Ringraziamo l’editore e l’autore per aver consentito la pubblicazione.

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Bibliografia degli scritti di Franco Fortini

E’ in corso di stampa la Bibliografia degli scritti di Franco Fortini, a cura di Eleonora Bassi e Elisabetta Nencini, per le edizioni Quodlibet.
In diverso e più breve formato, forniamo qui la parte relativa ai volumi d’autore. Inoltre pubblichiamo un’ampia sezione della Bibliografia della critica, con l’avvertenza che non sono citati i titoli relativi a pezzi giornalistici di ambito genericamente politico e d’attualità; questi saranno inseriti in una sezione a parte del sito, così come la Sitografia della critica, in forte incremento negli ultimi anni: si rimanda qui intanto a Fortiniana.
Tutti i testi citati sono consultabili presso la Biblioteca Umanistica dell’Università di Siena, Via Fieravecchia 19, 53100 Siena, tel. 0577232502.
La redazione sarà grata a tutti quelli che vorranno segnalarci omissioni e inesattezze, scrivendoci a: elisabetta.nencini@unisi.it

Ricordare Raniero Panzieri

Il 9 ottobre 2014 è trascorso il cinquantesimo anniversario dalla morte di Raniero Panzieri. A Siena, la Biblioteca Umanistica dell’Università ha organizzato una mostra documentaria e bibliografica, grazie ai volontari del Servizio civile regionale, nell’ambito del progetto “A carte scoperte”, in collaborazione con il Centro studi Franco Fortini. La mostra e’ visitabile fino al 18 ottobre 2014.
A questo indirizzo si legge l’intervento di Mariamargherita Scotti ed e’ ascoltabile la registrazione della presentazione fatta da Panzieri del primo numero dei «Quaderni rossi» tenutasi a Siena nel marzo 1962.

http://www.lavoroculturale.org/ricordare-raniero-panzieri-mostra-siena/

Giuseppe Gozzini Non complice. Storia di un obiettore
Nota introduttiva

Pubblichiamo la “Nota introduttiva”  di Piero Scaramucci al libro che raccoglie scritti di Giuseppe Gozzini,
Non complice. Storia di un obiettore, a cura di P. Scaramucci e di L. Gozzini, Edizioni dell’Asino, 2014, che raccomandiamo ai nostri lettori.
Ringraziamo gli autori per aver acconsentito alla pubblicazione.

 

da: Giuseppe Gozzini Non complice. Storia di un obiettore. A cura di Piero Scaramucci e Letizia Gozzini (Edizioni dell’Asino, 2014)

Non sono un esegeta del pensiero di Giuseppe Gozzini, sono solo un amico, anzi posso dire che Beppe è stato per me il miglior amico, dal quale mi separavano tante cose: con la religione avevo rotto da anni, ero rispettoso ma un po’ diffidente della non violenza, ero assai meno comunista di lui. Eppure… Continua la lettura